Alla Sardegna. Punti di vista sul rapporto tra confine, popolo e autonomia

Fronti, confini e frontiere. Questi concetti delimitano, racchiudono, comprendono. Allo stesso modo in cui il Mediterraneo abbraccia e avvinghia le coste della Sardegna con una stretta definitiva e irreversibile. Il concetto di confine non potrebbe mai essere così puro se non in riferimento all’insularità. E al mantenimento di una storia, di una lingua, di una tradizione forte e radicata. Come quella presente nella fierezza di portare con dignità il nome di Sardo. Un popolo che ha voluto e vuole scrivere le pagine delle sue vicissitudini con fatica e sofferenza. Perché quel mare accarezzato dai raggi di un sole perenne, così pieno di odori talvolta è stato crudele. Ha permesso che la sua terra venisse solcata da stivali bellicosi. Le vicende storiche dell’Isola sono piene di leggi, provvedimenti economici, colpi di creatività artistica imposte per secoli da altri popoli. Catalani, aragonesi e piemontesi. Poi le grandi guerre del novecento. La fame, il degrado e le malattie.  Ma il popolo resiste. Costruendo giorno dopo giorno la coscienza della propria identità di popolo. Che non si ferma al folklore, alle tradizioni e alla lingua. Ma va ben oltre entrando nella complessità del pensiero dell’alterità vissuta durante le numerose occupazioni straniere. La “sardità” è sopravvissuta e si è incrementata grazie alla coscienza del popolo sardo di essere “altro” rispetto ai suoi inquilini forzati. A questo punto quando i sardi si sono costituiti in popolo? Nereide Rudas nella relazione tenuta al convegno “Quale identità per la Sardegna in Europa” organizzato dal Centro Studi Emilio Lussu (San Sperate, 8-10 settembre 2006) afferma che fu Lussu a collocare questa nascita “nella prima guerra mondiale. L’esperienza della grande guerra portò i reduci a voler cambiare lo stato di cose presenti nell’Isola”. Poi nel secondo dopoguerra il segno più forte di questo cambiamento. Lo Statuto che riconosce la peculiarità della Regione Sarda. E del suo popolo che sta compiendo un faticoso cammino verso l’autonomia. Che in maniera paradossale potrà essere raggiunta solo attraverso il superamento di quel confine che ha permesso ai Sardi di continuare a maturare. “Protesi come siamo, ardentemente, verso la redenzione della nostra terra di cui è premessa sostanziale l’autonomia”. Nelle parole dell’onorevole Pietrino Melis il senso del percorso dei Sardi.

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