Come sei veramente

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Unghie spezzate

In quello che scrivo oggi voglio mettere un po di me stessa. L’esperienza di forte solidarietà fatta questa settimana in occasione della legge 194 ha aperto in me una porta. E anche voi siete autorizzati ad entrare. Spiate pure.

Bene. Ora varco la porta e vedo una ragazza seduta in una poltrona di velluto giallo. Il suo corpo non è ancora quello di una donna. Impacciata dentro un vecchio vestito a fiori. Legge perchè leggere la salva dalla sua solitudine. Vive amori romantici da strapparle il cuore ma il suo corpo è troppo pesante.

Vent’anni e la sua ribellione. Ma non vuole essere quel modello di donna. Si proprio quel modello di donna. Insomma quello che cucina bene, tiene perfetta la casa, ha modi gentili, ha già il corredo pronto, ha fantastiche unghie laccate. Vuole decidere della sua vita. Studia filosofia e pensa che l’amore arriverà. Si perchè anche una vera femminista può aspettare il suo principe azzurro.

Ora è sempre più convinta che noi donne possiamo cambiare la società. Ha una laurea in filosofia e l’amore tanti anni dopo è arrivato.

Ma non sarà mai quel modello di donna. Si sono maleducata, aggressiva, poco diplomatica, non ho il corredo, non ho le unghie perfette, sono ambiziosa, forte. Cosa vi aspettavate?

Vecchie valigie

Scrivere è liberatorio e quando inizio non so dove mi porteranno i miei pensieri. Perfetto. Provo a formulare un pensiero coerente.  Spesso capita di salire nella soffitta della nostra mente .

E’ un luogo polveroso pieno di vecchie valigie polverose. I ricordi ci possono coccolare e far arrabbiare. Ma non si può vivere bene se non si superano.

Noi siamo il nostro passato. Ma quello che conta è il presente.

Homo sapiens. Storia di un evoluzione al contrario

Homo sapiens. Storia di un evoluzione al contrario

Tutti dobbiamo ambire alla massima felicità e realizzazione possibile. Ci addentriamo allora in laboriosi pensieri filosofici. Da cosa dipende il nostro benessere? Si torna all’eterno dilemma tra corpo e mente. La verità sta nel mezzo. L’uomo raggiunge un vero benessere solo attraverso il compromesso e il dialogo tra la componente fisica e quella psichica. 

 

Il boom economico degli anni sessanta e settanta ci ha resettato. Stiamo stati travolti dalla convinzione che si è felici quando si ha di più in termini materiali. E non ci basta mai. Vogliamo tutto. La bellezza a tutti i costi a colpi di bisturi, l’abito firmato, le ultime diavolerie tecnologiche, la vacanza vip, l’amore facile. 

Dobbiamo essere capaci di fermarci. E di ricostruire cosi come abbiamo fatto nel secondo dopoguerra. Questa domanda mi tormenta e non riesco a darmi una valida risposta. Perchè ci siamo risollevati dalle macerie della guerra e adesso non riusciamo ad andare oltre?

 

La Sardinian Summer School 2012 in Innovation Management

TTecnologico

La  Sardinian Summer School 2012 in Innovation Management  è destinata a coinvolgere una platea composta da circa trenta tra studenti e giovani imprenditori, di cui un terzo di provenienza dai Paesi Asiatici.

In particolare l’iniziativa è concepita per creare le condizioni affinché il rapporto personale tra i partecipanti possa evolvere in partnership imprenditoriale.

La Summer School ambisce, difatti, ad innescare un percorso che, nel tempo, possa maturare in uno scambio bidirezionale nel quale i giovani imprenditori asiatici agiscano da punti di contatto locali per gli imprenditori nostrani interessati ai mercati asiatici; e, viceversa, i giovani imprenditori sardi facilitino il processo di insediamento imprenditoriale dei giovani asiatici interessati ad operare sul territorio della Sardegna.

Dal punto di vista didattico, è previsto un percorso in cui la tradizionale attività accademica è affiancata da strutturate attività di team-building e networking strategico al fine di favorire il consolidamento dei rapporti personali e…

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#save194

Riproposizione del ferro da calza.  Italia. Anno 2012.

La libertà è un diritto umano inalienabile. Anche quella di una donna di decidere o meno di portare avanti una gravidanza.  E io, come donna, resto senza parole. E penso: stiamo tornando ai ferri di calza?

La decisione di interrompere una gravidanza non è mai facile e lascia delle ferite profonde che solo la pazienza del tempo riesce a sanare. Ma l’Italia non sarebbe un paese civile se non garantisse dal punto di vista legislativo questo diritto con quella legge 194 che ora tanto fa discutere.

Nel secondo dopoguerra emerge prepotentemente la figura di una donna che in quanto essere umano libero ed eguale acquisisce la consapevolezza di non essere solo una macchina sforna figli-pulisci casa-cucina cibo buono. Alcune donne, durante la Resistenza,  hanno preso in mano i fucili, hanno fatto le staffette e hanno contribuito a fare uscire il paese da una situazione postbellica disastrosa.  E ancora vogliono decidere loro quando innamorarsi, sposarsi, fare carriera, rimanere incinta e divorziare.

E ora? Stiamo tornando indietro. Sono tutti bravi a puntare il dito e giudicare: le donne che decidono di interrompere una gravidanza sono delle assassine. Si sente dire. E io rispondo: e tu che fai nell’insulsa intimità della tua casa?