Amore e caviglie

Stasera ho sentito tutto l affetto della persona che amo. Ed è un pò come aver visto l arcobaleno alle nove della sera. Ma non c’era la pioggia. Solo tranquillità e amore. Un cielo completamente sereno. Se non fosse per lei. Lei ha rovinato tutto e mi ha causato tanto dolore. 

Non lo posso sopportare. La mia intenzione era quella di diventare sempre più magra. Di sciogliere quello strato di grasso che ti imbarazza ogni volta che muovi il braccio per buttare il sale nell’insalata. E sudavo, sudavo. E ancora sudavo. Per un mese mi sono sentita una modella. La mia immagine nella mente era una sequenza di fotogrammi al rallentatore.

Crack.

Lei ha ceduto. E mi ha fatto tanto male. La mia caviglia distorta ha rovinato tutti i miei programmi. Gonfiandosi in maniera imbarazzante,  mi ha donato una fantastica stampella multiuso per zoppi claudicanti. 

Non diventerò mai una modella. Ma la dolce serata di oggi e la mia stampella non le cambierei con niente al mondo. 

Crack.

Buonanotte.

 

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Essere Barbie per un minuto

A volte vorrei assomigliare a Barbie. Lei è perfetta. Sempre alla moda e raffinata. Con l’ultimo modello di cellulare e sempre informata sulle ultime tendenze della tecnologia.

Mangia solo sushi nei migliori ristoranti giapponesi. E poi posta pure pure le foto su Instagram con il suo I Phone rigorosamente 5. Su Facebook ha solo foto che la rendono affascinante e speciale. E Ken non può non adorarla. Lei è sempre piena di sorprese.

Invece mi cade addosso la triste realtà. Iniziamo a disperarci.

  1. Disorganizzata
  2. Poco raffinata
  3. Nel ristorante giapponese scambia il piattino delle salse per  un posacenere
  4. Foto di Facebook con faccione in primo piano
  5. Rompe qualsiasi cosa di tecnologico abbia tra le mani

Ma in fondo va bene cosi. Mi diverto un sacco. Anche stamattina che ho rischiato di morire fulminata con la presa difettosa attaccata alle dita.

Non sono Barbie. Anzi sono un disastro ma sorrido tanto. E poi ho il mio Ken.

Cosa volere di più?

 

 

 

 

 

Confessioni di una piagnona..sigh sigh passatemi un fazzoletto!

Stanotte. Che notte. Una di quelle notti in cui è impossibile non dare retta a quell’impulso irrefrenabile. A quella voce nella tua testa insistente. E le parole escono da sole. Ho bisogno della mia droga in questo momento. La mia tastiera e le mie dita che si muovono veloci.

Piango sempre. Non mi interessa se questo può rovinare il mio personal branding di donna forte.

Anzi correggo il tiro. Mi piace proprio piangere. Commuovermi quando ascolto Gianluca Nicoletti che parla di disabilità e senzatetto. Guardare negli occhi il mio uomo e farsi scendere una lacrima di felicità. Litigare e consumare mille fazzoletti mocciosi dalla rabbia.

Penso che il pianto si avvicini all’orgasmo. E’ un momento intimo e liberatorio. In quel momento tiri fuori tutto quello che della tua anima non si può toccare.

Le lacrime sono delle perle nel tuo viso.

Riflessione poco filosofica sulla fiducia

Oggi ascoltavo le parole sempre gradite e importanti di Michela Marzano. Ospite di Corrado Augias parlava di fiducia. Voglio parlarne anche io. E’ un concetto ampio dalle implicazioni filosofiche. Lo troviamo tutti i giorni nella nostra esperienza personale. Fiducia e vita. Oppure vita è fiducia. 

Si oggi voglio fornirvi una ricetta per una vita stupenda e piena di soddisfazioni. Fidatevi. In primo luogo di voi stessi. Siete la risorsa più importante. Siete il motore del mondo. Ma anche della famiglia, degli amici veri, del vostro amore.

Non siate gelosi di voi stessi ma donatevi. Apritevi agli altri e alla vostra capacità di fidarvi. Se qualcuno dovesse tradire la vostra fiducia, perdonate. Solo in questo modo potete chiudere e ricominciare ad avere fiducia.

Abbiate fiducia anche nei vostri nemici. Prima o poi verranno sommersi dallo stesso fango che vi hanno buttato addosso. Anzi vi dico di più. Sorridetegli. Si. Perchè una risata vi seppellirà, per citare un detto sessantottino. 

 

A.A.A. Cercasi fenomeno virale nell’era 2.0

Oggi ho due parole in testa. Fama e visibilità. Mi chiedevo: sono la stessa cosa? Ho riflettuto e la mia conclusione è no. Lo si intuisce anche dal suono.

Fama: suono breve, forte e potente.

Visibilità: suono lungo, debole e vacuo. Soprattutto nell’epoca del famigerato web 2.0.

Visibilità. Oggi ci sei e vai alla grande. Domani sei un puntino nero lontano lontano. Chiunque oggi faccia o dica cose che “chi se frega” può diventare, come si dice in gergo smanettone, virale. Ma sei sicuro che tra un mese qualcuno si ricorderà di te? E dove sono l’intelligenza e la vera creatività?

Fama. Se ci penso le sensazioni sono forti. Milan Kundera, Salvador Dalì, Pablo Picasso, Pablo Neruda, Gandhi. Ve li ricordate? Io si e penso anche voi. Il loro nome è forte ancora più della Fama che li precede.

Ora aiutatemi. Sto cercando qualche nome “visibile”. Non sono riuscita a trovarne neanche uno. E voi?